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I ciechi e l’elefante

Buongiorno lettori!

Oggi vi voglio parlare di un attualissimo racconto della tradizione Sufi, dal titolo “i ciechi e l’elefante”. La realtà che ci circonda è proprio come il nostro elefante. Ognuno di noi ne tocca solo una parte ma ha la presunzione di saperne tutto. Da qui si capisce che non ha più importanza giudicare, in quanto ci riferiamo solo ad un aspetto, per questo motivo è utile espandere la nostra coscienza per vedere le cose nella loro totalità e non solo una piccola parte, questo ci porterà ad aprire la mente e di conseguenza ad accrescere il nostro spirito. Espandere la coscienza significa “rompere i confini”, “pensare e percepire al di là di ciò che è vicino, guardare lontano, più in prospettiva”, “essere liberi dall’ego”.

“Non aspettarti che gli altri comprendano il tuo viaggio, soprattutto se non hanno mai dovuto percorrere il tuo cammino”

I ciechi e l’elefante

C’erano una volta sei saggi che vivevano insieme in una piccola città. I sei saggi erano ciechi. Un giorno fu condotto in città un elefante. I sei saggi volevano conoscerlo, ma come avrebbero potuto essendo ciechi?

“Io lo so”, disse il primo saggio , “ lo toccheremo.”

“Buona idea”, dissero gli altri ,”così scopriremo com’è fatto un elefante.”

I sei saggi cosi andarono dall’elefante.

Il primo saggio si avvicinò all’animale e gli toccò l’orecchio grande e piatto. Lo sentì muoversi lentamente avanti e indietro, producendo una bella arietta fresca e disse: “L’elefante è come un grande ventaglio”.

Il secondo saggio invece toccò la gamba: “Ti sbagli. L’elefante è come un albero”, affermò.

“Siete entrambi in errore”, disse il terzo. “L’elefante è simile a una corda”. mentre gli toccava la coda.

Subito dopo il quarto saggio toccò con la mano la punta aguzza della zanna. ”Credetemi, l’elefante è come una lancia”, esclamò.

“No, no”, disse il quinto saggio “che sciocchezza!” , “l’elefante è simile ad un’alta muraglia”, mentre toccava il fianco alto dell’elefante.

Il sesto nel frattempo aveva afferrato la proboscide. “Avete torto tutti”, disse, “l’elefante è come un serpente!”

“No, come una fune”.

“No, come un ventaglio”.

“Come un Serpente!”

“Muraglia!”

“Avete torto!” “No ho ragione io!”

I sei ciechi per un’ora continuarono a urlare l’uno contro l’altro e non riuscirono mai a scoprire come fosse fatto un elefante!

Alla prossima lettura.

Categorie:Crescita personale

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Consuelo

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